27 ottobre 2013

Lo Sconosciuto del Lago? Meglio non conoscerlo.


L'altra sera io e un gruppetto di amiche ci siamo fiondate a vedere uno dei film più discussi, acclamanti, recensiti e apprezzati dalla critica del festival di Cannes: Lo Sconosciuto del Lago. Io sono partita molto scettica e abbastanza prevenuta per una serie di motivi: non mi piacciono i film francesi. Sono sempre o troppo verbosi o troppo silenziosi e puzzano sempre di vecchio nonostante siano stati girati ieri. Aggiungiamoci che si tratta di un film francese osannato dai francesi stessi (come La Vita di Adele che temo sarà anche questo uno schifezza) quindi siamo nel puro onanismo. Il trailer è composto principalmente dalle citazioni entusiasmanti e altisonanti di critici, riviste di settore e giornalisti che sembra si siano pisciati tutti addosso dall'emozione nel vederlo. Un atteggiamento di questo tipo per me equivale a un tizio che pensa di essere figo solo perché è vestito di super griffe da capo a piede e invece che parlare non fa altro che mostrare le etichette dei suoi abiti, terribile.
Insomma forse non sono partita col piede giusto per la visione di questo film, ma ero pronta a rivedere completamente la mia opinione a darmi dell'imbecille e restare affascinata e sorpresa. È la cosa che preferisco: partire con zero aspettative e scoprire di sbagliarsi di grosso e trovarsi di fronte a un gioiello! Ecco... questo purtroppo non è accaduto. Purtroppo tutti i miei timori sono stati confermati.
Se siete intenzionati a vederlo, vi avviso che da ora in poi spoilererò alla grande, quindi fermatevi. 




La storia in sintesi è questa: bellissima spiaggia ritrovo per battuage per omosessuali, Frank si invaghisce di un bel moraccione baffuto di nome Michel e ci scopa assieme nonostante l'abbia visto affogare il suo fidanzato. È già! Se ne innamora pure: potere di un pompino ben fatto a quanto pare! Partono le investigazioni della polizia per scoprire chi ha ucciso il ragazzo trovato nel lago e Frank arriva più di una volta a incastrarsi con le sue stesse mani pur di proteggere Michel che di una storia seria sembra non fregargliene assolutamente nulla. Alla fine però la verità viene a galla e Frank uccide il grassone (amico di Frank) che aveva capito tutto e il poliziotto, sotto gli occhi di Frank che per sfuggire da Michel pensa bene di inoltrarsi nel fitto del bosco fino a notte fonda.
Avete presente quegli horror o quei thriller dove la vittima è una cerebrolesa che fa esattamente tutto l'opposto di ciò che dovrebbe fare per riuscire a salvarsi? A tal punto da desiderare che muoia, perché se sei senza cervello non meriti di vivere! Ecco, in questo film pure l'assassino ha qualche problema cognitivo perché per scovare Frank si mette a chiamarlo per il bosco, arriva perfino a dirgli che lo ama per convincerlo a uscire allo scoperto. Voi penserete: "Che idiota! Dopo tutto ciò  che ha visto Frank non sarà certo un ti amo a convincerlo. No vero?" E invece sì! A un certo punto, nel buio della foresta, Frank si mette a chiamare Michel. FINE.
Agghiacciante! Devo dire altro? Penso che la trama di per sé sia sufficiente no? Fini simbolismi? Intensa storia di una passione che non conosce regole? Bah a me non sembra proprio. Forse su temi come questi Almodovar è stato molto più bravo ed efficace.

Solo una cosa ho apprezzato, la colonna sonora, composta esclusivamente dai rumori della natura, il rumore dell'acqua, il frusciare dell'erba e delle foglie degli alberi, sentire e percepire così tanto l'ambiente circostante senza sentire l'assenza di una colonna sonora m'è piaciuto molto. Ma è l'unica cosa che salvo in un film dalla trama senza senso e che temo abbia fatto più successo per uno schizzo di sperma, un pompino, una locandina esplicita e un buon ufficio stampa che ha saputo cavalcare bene questi tre elementi. 

Poi magari sono una stupida 'gnuranta e non ho capito un cazzo, però date retta a me: volete vedere un film con sesso esplicito, una storia interessante e intensa? Guardatevi Shortbus. Che c'è pure in italiano e non in francese sottotitolato.

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